viernes, 20 de noviembre de 2009

Adelante Campagnaro: l'argentino si riprende il posto nella difesa azzurra


Di Antonio Gaito. Finalmente un sorri­so. El Toro torna nell’arena. Hugo Campagnaro sta bene, ha ritrovato la forma ed è pronto a gettarsi nel­la mischia. Il nuovo acquisto del Napoli, arrivato dalla Samp per 5,5 milioni di euro più la comproprie­tà di Mannini, finora ha alternato buone prestazioni ad altre meno convincenti. Sei presenze, per un totale di 441 minuti, condite da 4 ammonizioni e un’espulsione. Que­sto il ruolino di marcia del difenso­re argentino che domenica prende­rà probabilmente in consegna il suo connazionale Zarate. La sua fisi­cità sarà il sale della partita con la Lazio e occorrerà per frenare le avanzate del talentuoso argentino biancoceleste, finora un po’ in affanno e smarritosi nel gio­co di Ballardini.

Mazzarri, che ben conosce le quali­tà di Campagnaro, capi­tano della sua Sampdo­ria, apprezza le sue doti anche nella fa­se attiva della ma­novra. In­fatti il tec­nico tosca­no ama i giocatori tecnici, i di­fensori che sappiano uscire palla al piede e trasformar­si quindi in centrocam­pisti aggiunti.

El Toro ha i numeri giusti per ritagliarsi un ruolo im­portante in questo Na­poli se non avesse i pro­blemi muscolari che ormai lo tor­mentano da diverse stagioni. Soprattutto al polpaccio. Dopo aver seguito delle tabelle persona­lizzate per ritro­vare lo smalto e la forma giusta, Hugo e pronto a riprendersi il Na­poli, ritornare a ga­loppare sulla fascia e a mordere le caviglie agli avversari. Di certo, la difesa azzurra non è delle più bril­lanti: è la quart’ultima del torneo con diciotto gol subiti. Qualche er­rore l’ha commesso anche il difen­sore sudamericano, ma ora va a ri­comporre il trio con Cannavaro e Contini che il tecnico toscano ha già schierato contro Bologna e con la Juventus. Insomma, il toro di Rio Cuarto, richiesto espressamen­te da De Laurentiis nel mercato estivo, vuole sentire di nuovo l’in­citamento del San Paolo. Non ama la ribalta, le sue parole sono misu­rate e raramente concede intervi­ste.

Preferisce il campo: per lui ogni partita è una finale di Cham­pions, proprio come Mazzarri ha definito la gara con la Lazio. È un duro e non lo nasconde nemmeno nei gusti musicali: ai compagni su­damericani che che adorano la Cumbia, lui risponde con il rock, quello argentino degli Heroes del Silencio. Campagnaro sta cercando di con­vincere il suo amico Denis, batteri­sta, a formare una band. L’impor­tante, però, sarà prima suonarle do­menica alla Lazio. Il palcoscenico è quello giusto, il San Paolo, e il pub­blico pure, pronto ad applaudire il suo ritorno del Toro argentino.

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