martes, 25 de agosto de 2009

Napoli, Campagnaro conquista tutti


Francesco Caputo

Dal palco, una voce: « Io rimpiango Hugo ». Palla al centro e il replay è un gesto d’affetto che spazia a tutto campo, che va anzi oltre, che decolla dalla Genova blucerchiata ed ap­proda sino a Napoli: « Non dimentichiamo che l'anno scorso ave­vamo uno dei difenso­ri più forti del cam­pionato» . Cassanate alla vigilia del cam­pionato, pronostici e sentimenti messi in piazza, come se fosse un libro, e che confermano le anticipazioni d’una estate di sua già esauriente: niente male, quello lì. « Io lo rim­piango, Hugo » . Così parlò Cassa­no, uomo senza peli senza lingua, mai un dribbling alla sincerità, mai ruffiano, mai opportunista; e Campagnaro, alla Favorita, aveva già la risposta pronta: novanta mi­nuti ad alto contenuto, un palo, una prestazione seducente, l’autorevo­lezza giusta nei posti e nei momen­ti giusti, un cocktail di tecnica e potenza per attraversare a piedi nudi una notte beffarda. Hugo, cioé Campagnaro, cioé cinque milioni di euro più la metà di Mannini, un affare da lasciar perplessi chi osserva il calcio dal buco della serratura, prima di scoprire che l’uomo c’è.

IMPATTO - Campa­gnaro è l’effetto sorpresa che pla­na sul Napoli con prepotenza fisi­ca e padronanza tecnica, non il di­fensore vecchio stampo, palla lun­ga e pedalare, ma un concentrato di muscoli e cervello che va a fare le diagonali e sa uscire petto in fuori dalla difesa, con proprietà di palleggio. Campagnaro è lo stimo­lante per ritrovare il miglior San­tacroce, appena ventitré anni ieri, il gioiellino strappato alla concor­renza della Juventus un anno e mezzo fa, finito persino una volta agli ordini di Lippi, poi improvvi­samente eclissatosi. Campagnaro è il puntello difensivo d’una colonia argenti­na ricca, abbondante, ed è l’ennesimo mes­saggio che parte da Napoli sin dai giorni del ritiro e spera di arrivare - in compa­gnia di Lavezzi e Da­tolo - sino a Buenos Aires, destinazione Maradona: « Io sogno la nazionale. E fino a quan­do non saranno stilate le convoca­zioni per il Mondiale, crederò sem­pre di avere una possibilità per riuscire ad arrivarci » . Campagna­ro è il collante d’una retroguardia gigantesca, tutta gente di sostanza, corazzieri autentici, però nel maz­zo di quella mezza dozzina di sim­patiche canaglie, è l’uomo in più, colui il quale spinge, colui il quale azzarda, colui il quale crede - da attaccante d’origine - che c’è sem­pre un’alternativa agli attaccanti.

DIFESA E ATTACCO - Campagnaro, a Palermo, s’è pre­sentato a modo suo: prestazione impecca­bile sulla corsia di destra, museruola a Pastore, colpo di te­sta illusorio, sino a quando la smanaccia­ta di Rubinho non ha spedito la palla a in­frangersi su uno dei tre pali della notte delle streghe. Campagnaro è il duro dal cuore tenero, che s’è messo in testa di scalare il Mon­diale: « Ci proverò sino a quando non saranno state diramante le convocazioni » . La corsa è comin­ciata.

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